Isabella Castagnoli replica al Pd: nel Pdl nessun contrasto, la maggioranza pensi ai propri guai
Non sappiamo bene a chi si riferisca il segretario del Pd cesenate quando parla di “clima deteriorato all’interno del centro-destra locale”, in quanto gli unici attacchi apparsi sui giornali nelle ultime settimane sono quelli di qualche ex esponente politico che ormai non è neppure rappresentato in Consiglio Comunale e non ha alcun ruolo nella vita politica cittadina.
Il disegno di legge in materia di organizzazione e qualità del sistema universitario e la contemporanea revisione dello statuto dell’Università di Bologna introdurranno significative novità nell’assetto e nella governance dell’Alma Mater. In particolare la riforma attualmente in discussione prevede una semplificazione delle strutture di ogni università, affidando ai dipartimenti (o strutture di primo livello) le principali decisioni in materia di didattica, ricerca e trasferimento tecnologico.
Ho letto la risposta che il Sindaco Lucchi ha dato alle nostre proposte sul Bilancio di previsione 2011. Sono soddisfatto della considerazione che viene data loro, soprattutto per la sottointesa promessa di considerarle contributo costruttivo per la stesura di una previsione di bilancio che, pur partendo da possibilità di risorse decurtate per la necessità di rimanere dentro parametri virtuosi di spesa cui tutto il nostro Paese viene chiamato ad affrontare, pone al primo punto del proprio impegno una analisi delle priorità di spesa che non penalizzi chi più ha bisogno e incentivi la ripresa economica del nostro tessuto imprenditoriale.
Abbiamo appreso dai giornali che il Sindaco Lucchi ha apprezzato le nostre proposte per ridurre le spese superflue del Comune, in modo da far fronte ai possibili tagli dei trasferimenti dello Stato senza dover spegnere i lampioni o chiudere le scuole. Il senso dello studio eseguito dal Pdl è proprio questo: mostrare concretamente ai cittadini e alle forze politiche che esiste un margine per razionalizzare la spesa del Comune senza intaccare i servizi essenziali.
Pubblichiamo qui di seguito la spesa che l’Amministrazione Comunale ha previsto nel corso del 2010 per incarichi affidati a professionisti esterni. Trovandoci ancora nel mese di luglio, la spesa prevista per l’anno corrente può essere modificata con le prossime variazioni di bilancio. Da notare che alcuni incarichi professionali sono già stati affidati, altri no.
«NON SIAMO in presenza di buchi o sprechi macroscopici, ma ritenuamo che il Comune di Cesena possa gestire meglio le proprie risorse, risparmiando circa un milione e mezzo di euro in un anno senza che ci sia bisogno, come invece afferma il sindaco Paolo Lucchi, di spegnere i lampioni per le strade o di tagliare l’assistenza sociale. La nostra convinzione è stata corroborata da un’analisi approfondita del ‘Piano degli obbiettivi’ che consente di entrare anche tra le pieghe del bilancio».
Parte da oggi una nuova iniziativa del Popolo della Libertà di Cesena per combattere gli sprechi delle pubbliche amministrazioni. I consiglieri comunali del Pdl invitano i cittadini a collaborare segnalando gli sprechi di cui sono direttamente a conoscenza, anche attraverso l’apposito indirizzo e-mail
Sarebbe interessante capire in quale maniera vengono impiegati i soldi che Hera SpA riceve da tutti i cittadini della nostra provincia e secondo quale criterio vengono ripartiti. Tutti noi paghiamo in bolletta vari servizi molto importanti quali acqua,gas e non ultimo l’igiene ambientale. Ora, su questo servizio grava un’imposta la TIA (Tariffa sull’Igiene Ambientale) la quale come è spiegato nella medesima bolletta si compone di una Quota Fissa e di una Quota Variabile.
Se fossero confermate le notizie riportate dalla stampa locale circa l’ultimatum lanciato dal Direttore Generale alle scuole dell’infanzia, ci troveremmo di fronte ad un comportamento decisamente arrogante ed incoerente da parte dell’Amministrazione comunale.Senza voler entrare nel merito delle politiche di esternalizzazione di alcuni servizi comunali - la cui efficacia in termini di qualità e costi resta tutta da dimostrare - appare chiaro che i lavoratori delle scuole dell’infanzia abbiano il pieno diritto di manifestare la propria preoccupazione per una scelta che li vede direttamente coinvolti.