Bianconi (PdL): votata mozione bipartisan per contrastare l’osteoporosi
L’osteoporosi malattia che rientra tra quelle croniche ed invalidanti è stata oggetto di una mozione discussa oggi al Senato, sottoscritta da tutti i gruppi politici e nata dal lavoro comune delle senatrici Laura Bianconi ed Emanuela Baio.
“Già nella XIV Legislatura, la 12a Commissione Igiene e sanità aveva approvato un documento relativo all’indagine conoscitiva in merito ai problemi socio-sanitari connessi alla patologia osteoporotica nel quale si esortava il Ministero della Salute ad impegnarsi nel riconoscere l’inclusione dell’osteoporosi tra le malattie croniche invalidanti e si riferiva la necessità, tra le altre, di istituire dei registri nazionali delle “prime fratture”.
Alcuni passi avanti sono stati compiuti in questa direzione apportando significative variazioni in tema di prestazioni erogate nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza (LEA), in particolare per quanto attiene alle patologie che possono favorire l’insorgenza dell’osteoporosi. Con la mozione votata oggi abbiamo voluto chiedere al Governo un ulteriore impegno a porre in essere tutti gli strumenti più idonei alla sensibilizzazione e alla conoscenza dell’osteoporosi, attraverso la promozione di campagne informative sui corretti stili di vita, sulle cure oggi disponibili e sull’importanza di controlli specifici, presso le scuole e le strutture sanitarie, quali farmacie e ambulatori dei medici di famiglia; ad introdurre opportune misure al fine di offrire un servizio pubblico adeguato alla prevenzione e alla cura dell’osteoporosi, attraverso l’istituzione del Registro delle fratture di fragilità; ad individuare e predisporre una specifica “Scheda di dimissioni ospedaliera” (SDO) che permetta di vedere riconosciuti i propri diritti ad una terapia.
Sicuramente è un traguardo importante quello raggiunto questa sera volto a rispondere concretamente ad una patologia che in Italia si sta estendendo alle giovani e ai giovani, e non più colpendo prevalentemente le donne ma anche gli uomini, questo a causa dei diversi stili di vita non corretti e alla mancanza di informazione sulla prevenzione e sui rischi ad essi conseguenti.”
Roma, 3 dicembre 2008







