senso vietatoLunedì sera si è tenuta un’assemblea pubblica, organizzata dal quartiere Centro Urbano, in merito alla nuova viabilità di Madonna delle Rose. Ero presente all’incontro per ascoltare dalla viva voce dei residenti quali problematiche continuano ad affliggere la zona.

La sperimentazione del Prim e dei nuovi sensi unici avrebbe dovuto ridurre il traffico ed aumentare la sicurezza stradale. In realtà, l’impressione è che poco sia cambiato in meglio. Gli interventi dei residenti, pacati e spesso propositivi, hanno evidenziato che il traffico è stato semplicemente spostato da alcune strade ad altre limitrofe, mentre rimangono i problemi legati alla sosta selvaggia, alla scarsa illuminazione, alla carenza di marciapiedi o piste ciclabili e alla mancanza di controlli da parte dei vigili urbani.

Ma al di là dei singoli problemi, ciò che va segnalato è l’atteggiamento tenuto dall’Amministrazione Comunale nei confronti dei cittadini. Il caso di Madonna delle Rose è infatti solo un esempio delle numerose proteste che si stanno diffondendo a macchia d’olio in seguito all’applicazione del Piano integrato della mobilità. Il Piano per ora ha coinvolto soprattutto le zone della Fiorita e del Centro Urbano, presto però si estenderà agli altri quartieri, con l’obiettivo più volte dichiarato di ridisegnare l’intera viabilità di Cesena. Le intenzioni espresse dall’assessore Montesi e dall’architetto Baronio sono chiarissime: modificare le abitudini della gente eliminando il traffico “parassita” nei quartieri, portare la velocità media a 25 km/h in città, incentivare l’uso del trasporto pubblico e dei parcheggi scambiatori introducendo difficoltà crescenti per chi guida, come i sensi unici e i blocchi del traffico. Mi chiedo, chi ha stabilito che questo sia il modello di città che realmente vogliamo? In nome di cosa e di chi sono stati decisi questi principi? La risposta arriva direttamente dall’assessore Montesi: “le abitudini dei cittadini si devono cambiare! se non riusciremo con la dissuasione, noi lo imporremo!”. Le scelte legate alla viabilità derivano quindi da una presunta superiorità culturale da parte di chi guida l’Amministrazione Comunale: il motto potrebbe essere “i cittadini sbagliano, noi li dobbiamo educare”.

Stiamo assistendo ad una deriva preoccupante nel rapporto fra cittadini e amministratori, dove sono soprattutto i tecnici a decidere cosa è giusto per noi sulla base delle loro convinzioni personali. La tanto declamata “partecipazione” si risolve nell’organizzare qualche sporadica assemblea, in cui nessuno può mettere in discussione i principi che guidano le scelte dell’Amministrazione, ma solo trovare aggiustamenti pratici. In tale contesto, il ruolo dei Quartieri e dei loro Presidenti si riduce spesso a quello di comparse, che non hanno alcuna possibilità concreta di incidere sulle decisioni più importanti del Comune. Il loro compito infatti è un altro: tenere a bada i cittadini per evitare di perdere troppi consensi.

Non è questa la Cesena che vogliamo. La prossima legislatura può e deve essere l’occasione per ribaltare i rapporti di forza tra i cittadini ed una classe dirigente ormai stantia, perché chi ha il compito di amministrare temporaneamente la città deve stare alla base e non al vertice della piramide. All’arroganza e alla chiusura di chi ci governa, noi contrapporremo l’umiltà di chi non ha ricette magiche o soluzioni migliori di altre, ma si confronta in modo costante con tutti i cesenati per cercare di eseguire al meglio il bene comune. Ai vincoli e alle imposizioni calate dall’alto noi opporremo la libertà e la responsabilità del cittadino. Utilizzare l’autobus al posto della propria auto non deve essere un obbligo, ma una scelta che potrà maturare quando il trasporto pubblico sarà davvero soddisfacente in termini di puntualità e mete raggiunte.

Italo Macori

Candidato sindaco del Popolo della Libertà

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