Riccardo CappelliHo letto con molto stupore la lettera pubblicata oggi dal Corriere, in cui l’arch. Gastone Baronio critica gli attacchi (a suo dire) ingiustificati al presidente del quartiere Fiorenzuola per le scelte sulla viabilità.

Nella lettera sostanzialmente si imputano le colpe della vicenda all’atteggiamento provocatorio, irrispettoso ed incivile di alcuni cittadini, che rappresenterebbero solo una parte minoritaria dei residenti.
In primo luogo, penso che il continuo proliferare di comitati trasversali che contestano l’operato del Comune dovrebbe indurre l’Amministrazione ad una riflessione interna, prima di addossare ad altri le responsabilità. Se ogni mese nasce un nuovo gruppo spontaneo di residenti, che si oppone alle modifiche della viabilità e si lamenta per il mancato coinvolgimento, forse c’è qualcosa da rivedere nella tanto sbandierata partecipazione e nel ruolo degli attuali quartieri.

Al di là dei contenuti della lettera, ciò che stupisce soprattutto è che questa difesa d’ufficio di Calbucci provenga non dal segretario del Pd, partito a cui il Presidente del quartiere appartiene, bensì dal tecnico comunale Gastone Baronio. Le frasi scritte dall’Architetto non lasciano spazio ad alcun dubbio: “i cittadini del Fiorenzuola dovrebbero sostenere Calbucci” […] “è un fermo sostenitore delle scelte giuste, motivate e lungimiranti” e ancora: “Esprimo il mio sostegno a Calbucci per il suo coerente, leale e altamente responsabile comportamento sulla mobilità nel proprio quartiere”.

Sono affermazioni rilevanti, che a mio modo di vedere travalicano decisamente le funzioni e i compiti di un dipendente comunale e che sembrerebbero pronunciate invece da un esponente politico. Per la verità, già in passato nutrivamo qualche dubbio sull’effettivo ruolo svolto dall’architetto Baronio. Come consigliere di quartiere, infatti, mi è capitato in più occasioni di partecipare ad assemblee pubbliche sui problemi della mobilità. Si tratta di show in cui a “farla da padrone” non è l’assessore Montesi, ma lo stesso Baronio, che si produce in lunghi discorsi per difendere le scelte dell’Amministrazione, con motivazioni ambientaliste spesso radicali.

Quello di oggi è un fatto grave, perché segnala che all’interno del Comune alcuni tecnici rischiano di sostituirsi ai politici. Il nostro sistema democratico prevede vari meccanismi di pesi e contrappesi, in modo che il potere derivante da un determinato incarico sia sempre mediato e limitato da più soggetti. Non spetta ai dipendenti né ai dirigenti pubblici prendere decisioni di tipo politico o influire in qualunque maniera su di esse. Se così fosse, quali garanzie di imparzialità e neutralità avrebbero i cittadini che si rivolgono ad un ufficio comunale per una determinata pratica? E’ indispensabile che tutti i tecnici si attengano strettamente alle proprie funzioni.

Ovviamente l’architetto Baronio è un libero cittadino, e come tale ha tutto il diritto di scendere in campo e di candidarsi in un partito, assumendo le posizioni politiche che ritiene più giuste. Ma in questo caso forse sarebbe opportuno che dichiarasse apertamente le proprie intenzioni e si dimettesse dal ruolo attualmente svolto all’interno dell’Amministrazione comunale.

Riccardo Cappelli
Coordinamento comunale PdL-Cesena

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