martina_fiori“Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: non bere alcolici, devi guidare! Non l’ho fatto. Mi sono sentita orgogliosa di me stessa. Quando la festa é finita, molti si sono messi dietro al volante, pur non essendo in condizioni di farlo.

Io ho preso la mia macchina con la certezza di essere sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava. Ora sono qui sdraiata sull’asfalto e sento un poliziotto che dice: “Il ragazzo che ha provocato l’incidente era ubriaco”. Lui ha deciso di bere e io adesso devo morire.”

Questo è solo uno dei tanti messaggi che circolano su Facebook fra i giovani cesenati. All’apparenza sembra che la consapevolezza del pericolo che si incorre guidando in stato di ebbrezza sia presente. Nonostante ciò, gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i ragazzi tra i 15 e i 29 anni e ogni anno provocano cinquemila feriti. I provvedimenti presi dal Governo sono stati numerosi e accompagnati dalle preziose iniziative delle singole città.

Anche nella Riviera romagnola, che di notte si affolla di giovani, c’è qualche esempio positivo: nel 2007 Volvo Auto Italia ha fornito alle principali discoteche 16 esemplari di Volvo C30. Le auto del servizio Playsafe venivano utilizzate per riaccompagnare a casa, su richiesta, chi all’uscita dei locali non si sentiva nelle condizioni psicofisiche ideali per guidare la propria automobile. La persona che richiedeva il servizio veniva accompagnata a casa da un autista a bordo di una delle vetture. Un secondo driver seguiva la C30 con l’auto del proprietario. Chi abitava in un raggio di 10 km dalla discoteca veniva accompagnato a casa gratuitamente.

Le singole iniziative attuate dalle discoteche possono essere davvero preziose, in particolar modo se sostenute dall’intervento degli organi di polizia. Si dovrebbero creare posti di blocco attivi immediatamente all’uscita dei locali, in modo che i “malintenzionati” non godano del privilegio del dubbio, ovvero non decidano di mettersi alla guida animati della possibilità di non imbattersi in alcun controllo. Se chi è intenzionato ad oltrepassare i limiti avesse la certezza di doversi sottoporre agli accertamenti della polizia, il senso di responsabilità aumenterebbe, anche se mosso unicamente dalle paura delle relative sanzioni più che dal buonsenso. Coloro che bevono o fanno uso di sostanze stupefacenti verrebbero così bloccati prima di poter causare danni irreparabili a se stessi, ma soprattutto a terzi. Verrebbero evitati molti incidenti e disgrazie!

L’Amministrazione comunale dovrebbe poi estendere il servizio di trasporto pubblico che si ferma alle ore 20 circa nel centro storico, rendendo impossibile muoversi senza ricorrere all’utilizzo dell’automobile. Nel periodo estivo sarebbe necessario potenziare le bus-navette indirizzate verso le località marittime e le principali discoteche della riviera; è necessario creare una valida alternativa all’auto, in una città dove le proposte di svago scarseggiano e i ragazzi nel week-end percorrono molti chilometri per raggiungere la riviera. Ci auguriamo che tutti i candidati a sindaco prestino attenzione a questi problemi, perché sulla sicurezza stradale a Cesena c’è ancora molto da fare.

Il costo sociale medio per ogni defunto è di 1.372.832 Euro considerando costi sanitari, risarcimento, danno morale, mancata produzione. Il costo medio per ogni persona ferita è di 26.316 euro. Il costo più caro è la morte.

Martina Fiori
Coordinatrice Comunale Forza Italia Giovani-PdL

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