passaggio-consegne-ccSiamo lieti di leggere in una lettera pubblicata sui giornali una lezione di etica politica da parte dei nipotini di quei “democratici” che appoggiarono i carri armati in Ungheria.
Siamo lieti di leggere nella stessa lettera che i post comunisti nostrani siano contro il televoto, finora utilizzato a Cesena dal candidato sindaco Paolo Lucchi (nucleare, parcheggi, traffico, ecc.).

Siamo lieti di sapere che gli stessi “continuano a preferire la democrazia”, anche in Emilia Romagna, una regione dove (come ha scritto recentemente Ostellino sul “Corriere della sera”) “il funzionario del partito è funzionario della cooperativa, dell’amministrazione locale, forse è anche assessore, e magari diventa pure parlamentare. Vuol dire che in quella regione società civile e società politica sono diventate, organicisticamente, un tutt’uno. Il che è il massimo dell’illibertà”.

Ci permettiamo però di ricordare che, se “risparmiare sulla democrazia è pericoloso”, occorre dire ai cittadini che la legge dello Stato che abolisce i quartieri nelle città con meno di 100.000 abitanti è stata voluta non da Forza Italia, ma dal governo Prodi, proprio per diminuire le spese.
Oggi paradossalmente questa concezione bucolica dei quartieri, “luogo del fare, dell’agire, dell’amministrare” (a pensare se ne occupano altrove, probabilmente!), dove con “un budget per le piccole manutenzioni” si possono riparare i rubinetti che perdono, è diventata il centro delle preoccupazioni.

Sono sempre fantasiosi i funzionari del PD: quando una ideologia barcolla (resistenza, costituzione, ecc.), tanto per non restare privi di punti di riferimento, se ne tira fuori un’altra, questa volta il quartiere come luogo della democrazia pura “indispensabile al buon governo della città”.
Sotto sotto poi compare la loro vera concezione del quartiere: un luogo a cui affidare “il compito di coordinamento delle associazioni di volontariato presenti sul territorio, creando una casa dell’associazionismo”. Ma sì caro Lucchi, ci mancava proprio un “gruppo di lavoro all’opera su queste tematiche” per istituzionalizzare ancor di più le associazioni di volontariato, per svuotarle di significato, e per continuare a distribuire in modo ancor più sicuro i fondi a disposizione fra le associazioni buone (leggi vicine al partito, che già navigano nell’oro), e le altre che magari non hanno neanche una sede decorosa.

È sempre difficile accettare le critiche quando sono ragionevoli e documentate, è più facile attaccare Berlusconi e i “nemici” politici, senza argomenti magari, ma sostenuti dalla solita vecchia cara ideologia.

Tommaso Marcatelli
Consigliere comunale FI-PDL

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