macori-90x901“Concedere il voto agli stranieri nelle elezioni di quartiere non ha senso”. Così Italo Macori (candidato sindaco del PdL) sulla proposta contenuta nella bozza del regolamento dei consigli di quartiere.

“L’amministrazione comunale vuole cambiare l’elettorato attivo e passivo nelle elezioni di quartiere, dando spazio agli extracomunitari e non si comprende il motivo: che conoscenza possono avere del territorio, delle persone, dei partiti e dei meccanismi dopo soli 18 mesi di permanenza? Il tema dovrebbe essere regolamentato a livello nazionale, non unilateralmente dal Comune di Cesena. Anche questo aspetto mette in mostra il solito buonismo con cui la sinistra affronta il problema immigrazione: si danno diritti senza chiedere il rispetto dei doveri. E il buonismo, in questi anni si è visto anche a Cesena, non paga. Il PdL intende imporre regole e doveri certi. Inoltre, il rispetto delle nostre tradizioni e costumi è precondizione fondamentale in una qualunque politica di integrazione”.

Dai quartieri il candidato sindaco Italo Macori torna sul tema della moschea. “Sia chiara una cosa - afferma - noi siamo favorevoli a concedere luoghi di culto a chi ne ha bisogno. Il punto, non mi stancherò mai di sottolinearlo, è che la moschea non è un semplice luogo di culto e che i musulmani non necessitano di un luogo di culto per professare il loro credo, di intermediari per pregare, non hanno sacramenti da rispettare all’interno di un luogo predefinito. La moschea, quindi, si configura come un luogo d’incontro, di aggregazione sociale, culturale e politico, dove si praticano visite e cure mediche, dove si accudiscono bambini. Nello stesso tempo, dal 2001 ad oggi, non poche moschee sono state considerate, con dimostrata fondatezza, luoghi di indottrinamento per il fondamentalismo islamico e conseguente arruolamento per atti di terrorismo. In Italia esistono oltre 300 moschee, la cui attività allo stato attuale rimane spesso sconosciuta.

Il PdL ha sempre ribadito che al momento non ci sono le condizioni per costruire una moschea a Cesena: prima di un passo del genere bisogna conoscere a fondo chi la gestirà, chi la frequenterà, quali attività verranno praticate. In ogni caso io credo serva una regolamentazione del Governo sull’insediamento delle moschee, in modo che anche i singoli Comuni possano agire in un contesto chiaro e definito e in modo da evitare comportamenti e scelte molto differenti tra un comune e un altro.

La sinistra, anche se il Pd e il suo candidato sindaco Paolo Lucchi non si sono mai espressi in modo limpido su questo tema importante, crede che la moschea sia fondamentale per l’integrazione dei fedeli musulmani a Cesena. Per me non è così, perché se ci pensiamo bene le moschee non sono luogo di integrazione ma isole sociali, politiche e religiose estranee alla nostra cultura, al nostro vivere. Con una moschea in città i musulmani rischiano di essere ancor più separati dalla società cesenate. Come sindaco io voglio lavorare per un’integrazione vera, che duri nel tempo e che funzioni, perché all’integrazione teniamo e per noi non è un semplice spot elettorale. La politica locale può essere innovata dicendo anche qualche no, non facendosi condizionare dalle vecchie ideologie e aprendo percorsi che approfondiscano veramente i temi”.

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