scuola_media_145La controinformazione programmata nei confronti della riforma dell’istruzione elementare è arrivata anche nelle scuole di Cesena. È arrivata, come in tutta Italia, attraverso un comportamento riprorevole dei dirigenti scolastici e dei maestri sindacalizzati,

che, invece di esprimere il loro rispettabile dissenso nei luoghi appropriati, hanno portato la politica dentro gli istituti, strumentalizzando i bambini e facendo pressioni sui genitori per portarli a fare scelte congeniali a difendere soprattutto interessi e privilegi di parte.

Non sono mancate le proteste dei genitori, che ci sono giunte numerose anche se preoccupate e formulate in modo da non consentire l’individuazione delle persone, proprio al fine di evitare ripercussioni sugli studenti. Ci sono state denunciate proposte formative non chiare, moduli formativi sconsigliati (le 27 ore) e addirittura negati (le 24 ore), una spinta fortissima sulle 30 ore e sul tempo pieno, anche nei confronti di genitori che non ritenevano di accettarlo.

Gli interessi perseguili dalle maestrine della Cgil, così diversi da quelli di molte famiglie, alla fine, a fronte di disagi promessi o di allarmismi ingiustificafi, hanno rag- giunto l’obiettivo insistentemente perseguito.

Su questo risultato finale si è abbattuto il giudizio politico dell’assessore Daniele Gualdi, che, confondendo volutamente le 24 ore. con il maestro unico (al solo scopo di disorientare le famiglie), ha trionfalmente affermato che il modello didattico del ministro Gelmini è fallito. Si è trattato di un pesante e immotivato intervento ideologico da parte di un assessore che, invece di essere garantiste verso le minoranze che richiedevano scelte diverse e in linea con la legge, ha preferito usare il frullatore per omogeneizzare un servizio che dovrebbe essere invece a misura di bambino. Quella che eufemisticamente l’assessore chiama “attività di informazione” ha dato i frutti sperati, visto che i genitori hanno deciso in forma “autonoma”!
Utilizzare la scuola per una polemica politica di retroguardia la dice lunga su quale “cultura” sia rappresentata dal nostro assessore.

Ma il lavoro per superare una scuola di matrice sessantottina, che non educa e non introduce i giovani alla realtà, non potrà essere fermato da chi vuole difendere lo status quo. Valutazione, merito e rigore sono elementi che vanno nella direzione voluta dalle famiglie.

Tommaso Marcatelli
Consigliere Comunale del PdL

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