Riorganizzazione di Hera, pochi vantaggi per i cittadini
Il business di Hera migliora, ma i cittadini rischiano le solite fregature. L’abolizione delle società operative territoriali di Hera potrebbe essere un aspetto positivo della riorganizzazione della multiutility, d’altronde abbiamo sempre sostenuto come le Sot siano società inutili e costose, che negli anni non hanno ottenuto risultati apprezzabili.
Questa semplificazione va nella direzione giusta, purtroppo però ci sono punti poco chiari nel nuovo assetto di Hera. A partire dai comitati territoriali, che rischiano di essere una fotocopia proprio di quelle Sot che si vogliono fare sparire. Infatti al posto delle sette società si prevede di creare altrettanti Comitati per il Territorio, che potrebbero essere nominati secondo le stesse modalità oggi previste per le Sot, ovvero in accordo coi sindaci. Durante la seduta del prossimo Consiglio Comunale ci verrà chiesto di sostenere l’eliminazione delle Sot senza che siano note le regole e i costi di funzionamento dei nuovi Comitati territoriali.
Se nella composizione di questi organismi ci sarà un semplice travaso di persone dai Consigli di amministrazione delle Sot - e contemporaneamente si manterranno gli stessi compensi per gli amministratori nominati dalla politica - allora la manovra di Hera si rivelerà come una semplice operazione di facciata.
Tuttavia questa organizzazione ci preoccupa anche per gli effetti di accentramento che potrebbe provocare. Durante la commissione consiliare in cui ci è stato illustrato - seppur con alcuni aspetti nebulosi - questo piano, i rappresentanti di Hera hanno detto che la società genera una ricaduta in termini economici sul territorio provinciale di circa 135 milioni di euro, di cui circa 88 milioni legati agli appalti e ai lavori. Se la gestione dovesse essere sempre più “bolognacentrica” non vorremmo che si penalizzasse il nostro territorio, sia in termini di interventi che di appalti, con risultati negativi per le imprese locali, artigiane e non solo. Chiediamo al Sindaco e al Presidente della Provincia di attivarsi in modo da scongiurare questo rischio.
Inoltre giudichiamo negativamente le scelte di quei Comuni (Ravenna, Ferrara, Imola e Faenza) che hanno deciso di cedere le proprie reti del gas a Hera, rendendosi così ancora più soggetti al dominio della multiutility. Bene hanno fatto Cesena e Forlì a restare fuori dall’operazione.
Italo Macori
Riccardo Cappelli
Consiglieri comunali del PdL







