Cappelli (Pdl): sulla tutela dell’acqua pubblica il Pd di Cesena non è credibile
Mercoledì scorso in Consiglio Comunale il Partito Democratico ha presentato un ordine del giorno in difesa dell’acqua pubblica. Si tratta di un’iniziativa che il centrosinistra sta portando avanti in tutta Italia per attaccare strumentalmente il Governo Berlusconi che, con il recente Decreto Ronchi, avrebbe deciso di “privatizzare l’acqua”.
Innanzitutto è bene ribadire che il Decreto Ronchi, detto anche decreto “salva infrazioni” perché permette al nostro Paese di adeguarsi ad una serie di disposizioni comunitarie, in realtà non tratta il tema dell’acqua (che rimane un bene pubblico a cui è riconosciuto pieno e universale accesso), bensì il tema della liberalizzazione dei servizi pubblici locali, tra cui anche il servizio di distribuzione dell’acqua.
L’art. 15 del Decreto stabilisce che l’affidamento dei servizi pubblici locali avverrà finalmente sulla base di gare ad evidenza pubblica, in modo da assicurare trasparenza e chiarezza. Questo non significa necessariamente che il servizio dovrà essere privatizzato: se l’attuale gestore pubblico è efficiente potrà benissimo partecipare alla gara, presentare la propria offerta ed essere riconfermato.
E’ evidente che nelle intenzioni del Governo c’è il tentativo di innescare un meccanismo di apertura al mercato che può favorire la concorrenza e contribuire a migliorare il servizio di distribuzione dell’acqua, un servizio che in molte regioni d’Italia è un vero e proprio colabrodo nonostante le tariffe elevate.
Chi oggi attacca il Governo perché “ha privatizzato l’acqua” dimentica che molti enti locali negli ultimi anni hanno già privatizzato il servizio di distribuzione dell’acqua. Ma le regole, fino ad oggi, erano talmente poco chiare da permettere ai comuni di fare sostanzialmente quello che volevano. Così, ai precedenti monopoli pubblici si sono sostituiti nel tempo nuovi monopoli privati o misti, dando origine a quella serie di storture che Hera rappresenta appieno.
Per questo il Pd di Cesena non è credibile quando dice di voler tutelare l’acqua pubblica: in Romagna l’acqua “non è più pubblica” dal 2003, quando nacque Hera e il nostro comune le affidò in gestione proprio il servizio idrico. Dov’erano allora i colleghi del Pd? Perché non si stracciarono le vesti in difesa dell’acqua pubblica?
L’apertura al mercato prevista dal Decreto Ronchi è positiva, perché grazie all’adozione della gara pubblica per l’affidamento dei servizi, Hera e i comuni soci saranno costretti a garantire maggiore trasparenza ai cittadini.
Non si confonda quindi la giusta e condivisibile battaglia per la salvaguardia dell’acqua con la difesa dei monopoli esistenti e soprattutto con la difesa degli interessi di Hera.
Riccardo Cappelli
Consigliere Comunale del Pdl







