prestiti3A fine mese si terrà l’assemblea straordinaria dei soci di Ser.in.ar, società consortile che ha come mission la promozione dei servizi integrati d’area ed in particolare lo sviluppo del tessuto universitario locale. I soci, tra cui il Comune di Cesena che detiene circa il 38% delle azioni di Ser.in.ar, saranno chiamati a ridurre il capitale sociale a causa delle perdite emerse negli ultimi anni: si tratta di circa 510.000 euro per il 2009 e di circa 2,4 milioni di euro di perdite se si considera il periodo 2006-2009.

Un “buco” consistente e non previsto, dato che la perdita attesa per il 2009 secondo le dichiarazioni degli amministratori doveva essere molto inferiore, ovvero circa 150.000 euro.

E’ vero che una società pubblica come Ser.in.ar, proprio per le sue finalità legate allo sviluppo universitario locale, difficilmente potrà risultare in utile. Ma è altrettanto vero che le società partecipate non possono rivelarsi un pozzo senza fondo in cui versare continuamente i soldi dei cittadini. Questo modo di gestire il bene pubblico deve terminare: per guidare le partecipate ci vuole responsabilità, competenza e trasparenza.

Dalla Giunta Lucchi ci aspettiamo qualche segnale di discontinuità sulla gestione delle società partecipate: bisogna avere il coraggio di ridurle e di razionalizzarle, in modo da concentrare le risorse sugli interventi realmente importanti per i cittadini. Purtroppo per ora, se si esclude la scelta condivisa di non coprire più le perdite dell’aeroporto di Forlì, la Giunta sembra muoversi nella direzione opposta. Basti pensare, oltre ai 500mila euro di perdite di Ser.in.ar., al milione di euro che il Comune è pronto ad impiegare come salvagente per Sapro.

Italo Macori
Riccardo Cappelli

Consiglieri comunali del Pdl

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Print this article!
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Wikio IT