riccardo_cappelli2Giovedì prossimo il Consiglio comunale ed il Consiglio Provinciale si esprimeranno sul piano di ristrutturazione di Sapro, società partecipata alla quale è stata notificata recentemente un’istanza di fallimento, ove si prefigurano anche ipotesi di reato connesse alla bancarotta fraudolenta. Il Pdl, dopo aver presentato un’interpellanza urgente, continua a seguire la vicenda e chiede al Comune e alla Provincia di garantire il massimo rigore nei provvedimenti e di verificare eventuali responsabilità degli amministratori della società:

“Il voto del Consiglio comunale e Provinciale sul piano di risanamento di Sapro è in realtà una farsa - dichiarano Riccardo Cappelli e Isabella Castagnoli del Pdl - perché gli enti soci hanno già firmato lo scorso 15 marzo (non sappiamo bene a che titolo) un documento che contiene una serie di impegni molto precisi: le amministrazioni pubbliche dovranno finanziare la società con 3,4 milioni di euro, di cui 1 milione a carico del Comune di Cesena e 500mila euro a carico della Provincia. Lo stesso documento, siglato dagli amministratori comunali e provinciali senza il preventivo coinvolgimento dei rispettivi Consigli, prevede che nel mese di ottobre i soci approvino “fideiussioni (o aumento di capitale) per complessivi 8 milioni di euro”. Un impiego consistente di risorse pubbliche che, oltretutto, rischia di essere inefficace. Il piano di risanamento di Sapro si fonda infatti sulle vendite di numerosi terreni e immobili per un valore di svariati milioni di euro. Ci sembra difficile che il mercato, in una fase economica non facile come quella attuale, possa assorbire nuove aree produttive di enorme estensione, a meno che non si decida di modificare la destinazione d’uso per rendere tali aree più appetibili, alla faccia della programmazione urbanistica. Cosa succederebbe se l’ambizioso piano delle vendite non andasse in porto completamente? Non vorremmo che tra un anno gli enti locali fossero costretti a rifinanziare nuovamente la società. Probabilmente sarebbe stato preferibile per i soci acquisire alcune aree da Sapro, in modo da alleggerire il debito della società, senza mettere a rischio altri soldi pubblici con il prestito”.

“Noi ci auguriamo comunque che il fallimento di Sapro si possa evitare - proseguono i consiglieri Cappelli e Castagnoli del Pdl - ma Sapro deve essere salvata fissando paletti molto chiari e fermi: gli enti locali non possono continuare a rifinanziare le società partecipate all’infinito. Il Sindaco Lucchi e il Presidente Bulbi abbiano il coraggio di dire che - dopo questo maxi-finanziamento da 3,4 milioni di euro - i rubinetti per Sapro si chiuderanno definitivamente. Non sono più tollerabili ulteriori aumenti di capitale, prestiti, fideiussioni o altre forme che mettano a rischio i bilanci degli enti locali. In secondo luogo, prima di concedere il prestito a Sapro, è indispensabile chiarire se ci sono responsabilità da parte degli amministratori, anche perchè fino a pochi mesi fa i problemi finanziari di Sapro sono sempre stati minimizzati nelle sedi istituzionali quali la Prima Commissione del Comune di Cesena”.

“Per questi motivi - concludono Riccardo Cappelli e Isabella Castagnoli del Popolo della Libertà - presenteremo un ordine del giorno da votare insieme al piano di ristrutturazione di Sapro, in cui chiederemo al Sindaco e al Presidente della Provincia di impegnarsi a non finanziare ulteriormente la società nei prossimi mesi e di verificare se esistano i presupposti per esercitare un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori, ai sensi dell’art. 2393 bis del Codice Civile, perché - se ci sono colpe di qualcuno - a pagare non devono essere sempre e solo i cittadini”.

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