marcatelli-tommasoLa situazione di Bulgarnò è nota da tempo alla Giunta e alla stampa, ma per motivi ideologici non vengono prese le opportune contromisure in modo da restituire serenità agli abitanti della frazione, che ha molti problemi da affrontare dipendenti da scelte sbagliate del passato (la chiusura della scuola, il mancato sviluppo residenziale, l’assenza di negozi e servizi). A questi si è aggiunta da mesi l’invasione non proprio rasserenante degli stranieri, in gran parte bulgari, che ne hanno fatto un centro di smistamento di affari equivoci e di assembramento molesto e sgradevole ad ogni ora del giorno. È ora di fare qualcosa!

INTERPELLANZA SUL PROBLEMA STRANIERI A BULGARNO’

È sempre più attuale il problema legato alla numerosa presenza di stranieri nella frazione di Bulgarnò. Questa numerosissima presenza, legata a persone non residenti nella frazione, data ormai da molti mesi e non appare più arginabile con la buona volontà e i tentativi di mediazione culturale messi in atto.
Non si può integrare chi non vuole farsi integrare, e la situazione sta diventando non più un problema di integrazione, ma di ordine pubblico. Il tutto si svolge avendo come baricentro un circolo, che, indipendentemente dalla volontà del gestore, sembra più un centro di smistamento per caporalato, e pare anche di passaggio di droga e di prostituzione. La gente si chiede se sia accettabile che queste persone dormano in auto lungo le strade o nelle piazze (e non mi si risponda per favore che si tratta di un’usanza di alcuni popoli!!), che si lavino in una fontana pubblica davanti al campo sportivo, che si rifugino in case abbandonate e pericolanti in condizioni igieniche paurose, che soddisfino i bisogni fisiologici all’aperto che si mostrino seminudi, che si preparino i pasti nel bar, il tutto fra schiamazzi notturni, litigi e abuso di alcol. Può essere sufficiente sperare che non accada nulla di grave, e attendere, mentre la realtà imporrebbe misure preventive di controllo e di dissuasione?
Per tali motivi,

SI INTERPELLA IL SINDACO PER SAPERE:

1. Se è dettagliatamente a conoscenza della situazione;

2. Se ritiene possibile tollerare che numerose persone senza fissa dimora e che, verosimilmente senza fonti di reddito, vivano di espedienti che spesso sconfinano nella microcriminalità e possano vagare dove credono e sottrarsi ad ogni controllo;

3. Cosa ritiene necessario fare, senza discriminare nessuno, per porre rimedio a quanto sta accadendo, ma anche senza usare gli argomenti della retorica e del buonismo, perché la solidarietà sociale a cui tutti teniamo è messa in questione soprattutto dal lassismo e dalla disattenzione prolungata e superficiale di chi deve garantire la sicurezza dei cittadini e il rispetto delle leggi dello Stato.

Cesena, 10 maggio 2010

Tommaso Marcatelli
Popolo della Libertà - PDL

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