Proteste del personale delle scuole d’infanzia: dal Comune solo arroganza ed incoerenza
Se fossero confermate le notizie riportate dalla stampa locale circa l’ultimatum lanciato dal Direttore Generale alle scuole dell’infanzia, ci troveremmo di fronte ad un comportamento decisamente arrogante ed incoerente da parte dell’Amministrazione comunale.Senza voler entrare nel merito delle politiche di esternalizzazione di alcuni servizi comunali - la cui efficacia in termini di qualità e costi resta tutta da dimostrare - appare chiaro che i lavoratori delle scuole dell’infanzia abbiano il pieno diritto di manifestare la propria preoccupazione per una scelta che li vede direttamente coinvolti.
Gli striscioni appesi, in base a ciò che abbiamo potuto notare, non contengono alcun messaggio offensivo ma semplici proteste contro l’Amministrazione comunale.
Perché, dunque, requisire d’ufficio gli striscioni e addirittura minacciare sanzioni? Forse queste proteste legittime cozzano un po’ troppo con l’immagine di una città dorata e incantata che qualcuno vorrebbe dipingere, magari sfruttando i mezzi di comunicazione istituzionale pagati con i soldi dei cittadini?
Questa vicenda ha del grottesco anche perché, proprio alcune settimane fa, la maggioranza che amministra Cesena ha presentato in Consiglio comunale un ordine del giorno per censurare il comportamento del direttore dell’ufficio scolastico regionale e chiederne la testa. Il Dott. Limina, che in una circolare aveva richiamato i presidi ad un comportamento più corretto soprattutto nei rapporti con la stampa, secondo il Pd avrebbe “gravemente leso i diritti costituzionali di libertà di manifestare il pensiero”. Altri si sono stracciati le vesti parlando addirittura di “regime poliziesco” e di “agghiaccianti simmetrie con le veline del minculpop del ventennio fascista”.
E’ singolare che, per la sinistra, gli insegnanti che attaccano il Governo utilizzano il proprio diritto di libertà di opinione, mentre chi protesta contro l’Amministrazione comunale per la scelta di esternalizzare alcuni servizi scolastici è un pericoloso reazionario da multare e censurare.
Che si impieghino due pesi e due misure nella difesa della libertà di opinione è ormai evidente, tanto che gli stessi sindacati locali accusano il Comune di voler “imbavagliare un dissenso espresso in modo civile e democratico”.
Arrivati a questo punto, ci aspettiamo perlomeno che l’Amministrazione chieda scusa per l’atteggiamento arrogante tenuto fino ad oggi e prosegua il confronto con il personale degli asili comunali senza imbavagliare nessuno, perché nella scuola - così come in tutti gli altri settori - non devono esistere lavoratori di serie A e di serie B.
Riccardo Cappelli
Tommaso Marcatelli
Giuseppe Manzo
Consiglieri comunali del Pdl
Componenti della Commissione Scuola e Cultura







