cesena09«NON SIAMO in presenza di buchi o sprechi macroscopici, ma ritenuamo che il Comune di Cesena possa gestire meglio le proprie risorse, risparmiando circa un milione e mezzo di euro in un anno senza che ci sia bisogno, come invece afferma il sindaco Paolo Lucchi, di spegnere i lampioni per le strade o di tagliare l’assistenza sociale. La nostra convinzione è stata corroborata da un’analisi approfondita del ‘Piano degli obbiettivi’ che consente di entrare anche tra le pieghe del bilancio».

Con queste parole i dirigenti del Popolo della Libertà di Cesena Isabella Castagnoli (ccordinatrice comunale), Italo Macori (capogruppo in Consiglio comunale) e Riccardo Cappelli (presidente della Commissione Bilancio del Comune) hanno presentato la ‘lista della spesa’ del 2010 dell’Amministrazione comunale.
SI TRATTA di una lista assai corposa, in fondo alla quale c’è scritta la ragguardevole cifra di 80 milioni di euro. Di questi, circa dieci se ne vanno sotto forma di rate di mutui (5,5 milioni) e interessi (4,5 milioni) da rimborsare, e 25 milioni rappresentano il monte retribuzioni dei 735 dipendenti comunali. Ci sono, quindi, 35 milioni di costi fissi che non sono comprimibili, ma ci sono 45 milioni di spese variabili, ed è proprio su questi che si è concentrata l’attensione dei consiglieri comunali del Pdl che sull’argomento hanno presentato undici interrogazioni in modo da acquisire informazioni dettagliate su costi e relative motivazioni.
«UNA COSA che si dovrebbe fare — hanno detto i consiglieri del PdL — è ridurre l’indebitamento vendendo immobili e terreni: solo di quelli agricoli il Comune ne possiede 500 ettari, per un valore di circa 15 milioni di euro. E poi ci sono le azioni di Hera che oggi danno un buon rendimento sotto forma di dividendi, ma non c’è alcuna garanzia che il rendimento sarà lo stesso anche in futuro, quando il mercato dei servizi pubblici si aprirà realmente alla concorrenza».

Gli incarichi professionali valgono più di un milione
«SE CHIEDETE al direttore generale del Comune a quanto ammontino le consulenze, vi sentirete rispondere circa 200mila euro. In realtà sommando tutte le prestazioni professionali che l’Amministrazione comunale acquisisce all’esterno sotto forma di collaborazioni, incarichi e prestazioni professionali si arriva a un milione 27mila e 500 euro. E’ possibile che fra i 735 dipendenti comunali nessuno sia in grado di ricoprire qualcuno di questi incarichi?». Se lo chiedono i consiglieri comunali del PdL (alla presentazione di ieri ha partecipato anche Tommaso Marcatelli).

Tra i settori che maggiormente incidono c’è l’Edilizia privata, che quest’anno prevede di affidare all’esterno lavori per quasi 200mila euro; poi c’è il nuovo ‘ufficio del cittadino’ con una spesa di 80mila euro, e il personale con 146mila euro, comprese le consulenze ai due professori della Bocconi che dovrebbero ridisegnare il Comune.
NEL ‘MIRINO’ del Pdl anche la comunicazione, che peraltro, pur essendo pagata da tutti i cittadini, riguarda solo l’attività dell’Amministrazione comunale e non lascia alcuno spazio a chi critica, ad esempio in Consiglio comunale: la spesa prevista per il 2010 supera i 200mila euro, con ben due siti internet (a quello istituzionale è stato affiancato ‘Cesena Dialoga’.

UNO DEGLI esempi più chiari del maggior costo dei servizi forniti dall’Amministrazione comunale rispetto a quelli dei privati è il settore degli asili nido: quelli comunali sono frequentati da 400 bambini e in un anno costano alle casse pubbliche due milioni e 400mila euro, con un costo pro capite di circa seimila euro; quelli privati convenzionati col Comune, invece, sono frequentati da 200 bambini e hanno un costo complessivo di 250mila euro, circa 2.200 euro all’anno per ogni bambino. Dove sta la differenza? si chiede il Pdl: non è nella qualità del servizio, visto che i costrolli sono continui; e allora una differenza dei costi così macroscopica non si giustifica se non con una cattiva gestione delle risorse.

LA CULTURA è un altro settore nel quale si potrebbe risparmiare: per il Teatro Bonci, ad esempio, il Comune ‘passa’ a Emilia-Romagna Teatri un milione e 400mila euro. «Se saranno necessari forti tagli, ma la prospettiva dovrebbe essere migliorata col recente accordo tra le associazioni dei Comuni e delle Province e il Governo, è meglio tagliare le spese per la cultura piuttosto che quelle per l’assistenza sociale e la scuola» hanno detto i dirigenti del Pdl.

Paolo Morelli - Il Resto del Carlino Cesena - 11.09.2010

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