Marcatelli (Pdl) replica al Pd sulla riforma della scuola
Caro Direttore, giustamente il consigliere comunale PD Lattuca scrive : “che il sistema scolastico italiano abbia bisogno di essere modernizzato e aggiornato è fuori di dubbio”. Ma occorre anche informare perché finora non è stato possibile farlo, qualsiasi governo si fosse messo all’opera.
Febbraio 1997: studenti e sindacati in piazza contro il ministro della Pubblica istruzione Luigi Berlinguer che aveva pubblicato il primo progetto di “riforma dei cicli scolastici”; le manifestazioni proseguiranno per tutto l’arco del suo ministero (durato dal maggio 1996 all’aprile 2000). Ottobre 2000: sciopero generale della scuola di Cgil,Cisl e Uil contro il ministro De Mauro che ha presentato al Parlamento il “Piano di applicazione della riforma dei cicli” .
Dal giugno 2001 al maggio 2006 il ministro della Pubblica istruzione - Letizia Moratti - viene più volte contestato da scioperi generali che portano in piazza rappresentanze di docenti, studenti, genitori .
Dall’autunno del 2006 (governo Prodi), con le manifestazioni e gli scioperi contro la politica taglia-spese del Governo, fino all’ottobre 2007, con manifestazioni in quasi tutte le città italiane contro la reintroduzione degli esami di riparazione, anche il ministro Giuseppe Fioroni èstato duramente contestato dalla piazza. Inoltre nel “Quaderno Bianco sulla scuola”(sett, 2007), firmato da Padoa Schioppa e dallo stesso Fioroni erano chiesti, voluti, programmati e giustificati tagli di personale e riduzioni di scuole. In diversi scenari demografici e di fabbisogno-insegnanti tracciati nel citato Quaderno, si prevedeva la riduzione del corpo insegnante di ben 70 mila unità, gradualmente nell’arco ipotizzato di 10 anni (pag.136). Ora gli scioperi toccano anche al ministro Maria Stella Gelmini.
Chiunque ponga mano ad un tentativo di modifica del sistema scolastico italiano incontra forti opposizioni, in primis dai sindacati che rappresentano il personale della scuola. Ma il lavoro per superare una scuola di matrice sessantottina, che non educa e non introduce i giovani alla realtà, trasformata in bacino occupazionale, non potrà essere fermato da quelle forze conservatrici che, in nome della difesa di interessi corporativi, si oppongono ad un processo di reale assunzione di responsabilità dei docenti secondo le proprie capacità e competenze, e si limitano a difendere lo statu quo.
Occorre anche lottare contro la mentalità “orizzontale” , incapace di giudizi di valore, che vuole la meritocrazia uguale per tutti, ed impedisce di riconoscere gli obiettivi prioritari della scuola, tralasciando quelli secondari o addirittura non inerenti ai compiti della scuola.
Si pensi, per esempio, alla dolorosa questione dei precari: chi di noi non ha avuto o non ha un familiare o un conoscente precario che stima per il lavoro che ha svolto e per il quale quel lavoro di docente, pur instabile, è utilissimo per il sostentamento della sua famiglia? Il fatto che non debba essere lasciato solo nella sua situazione non implica un’unica e poco fantasiosa soluzione frutto delle politiche dissennate del passato (rimanere nella scuola per diritto acquisito), bensì un aiuto per esempio a trovare altre strade lavorative attraverso forme di riqualificazione.
Non esistono soluzioni miracolose, ma la lunga strada intrapresa dal ministro Gelmini merita di essere appoggiata e sostenuta da tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei nostri figli.
TOMMASO MARCATELLI
CONSIGLIERE COMUNALE PDL







