finiNon sappiamo fortunatamente quando moriremo, se d’inverno o d’estate, di mattino o di sera. Ma una cosa sappiamo con assoluta certezza: quel giorno Stefano Angeli si candiderà a qualcosa, alla poltrona di sindaco, a segretario di un partito o a una qualsiasi direzione politica. Quando l’anno scorso, circondato da pochi intimi, fra la costernazione generale fondò un nuovo partito, fino alla svolta finiana di questi ultimi giorni, gli amici per rinfrancare gli animi dicevano che era un inguaribile ottimista ed un infaticabile lavoratore.

Ed è vero.

Il nostro è veramente un uomo invidiabile, garbato, colto, straordinariamente sensibile, tant’è che pur essendosi accorto subito che non c’era attorno a lui una di quelle atmosfere che si usa definire entusiastiche, ha tenuto duro, brioso e scattante, nascondendo l’amarezza interiore.

Anche perché era certo di avere in mano il Partito Liberale Italiano - sezione di Cesena. Molto premuroso verso i suoi iscritti, pur di non affaticarli, si radunava quasi sempre da solo, si salutava al suo ingresso nell’aula vuota, faceva segno di sedere, si dava la parola, interrompendosi ogni tanto per applaudire, e per prendere appunti. Nascevano così i comunicati stampa, l’ultimo dei quali era in realtà talmente concitato che sembrava un attacco d’asma, nei quali ammoniva a destra e a sinistra, prendendo rudemente di petto partiti e dirigenti politici.

In effetti la cosa più difficile oggi a Cesena non consiste nel fare politica, ma nel farla senza essere sgridati da lui. Angeli non è un uomo, è un destino. Ma è nostro concittadino e dobbiamo tenercelo, e se possibile cercare di accontentarlo. Non sapendo bene come fare, per il momento abbiamo aperto una sottoscrizione per regalargli un triciclo…

I Consiglieri comunali del Pdl


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