cubocesena“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” diceva il divo Giulio Andreotti, e questa citazione calza a pennello per giustificare i nostri dubbi in merito alla strana coincidenza organizzativa tra la Settimana dell’educazione, organizzata dall’amministrazione comunale dal 15 al 21 novembre, e la manifestazione indetta dalla Cgil scuola per protestare contro il Governo e la manovra finanziaria, che si terrà mercoledì 17 novembre.

Tralasciando le facili eccezioni che potremmo sollevare in merito ai relatori che parteciperanno a questa Settimana dell’educazione, ovvero tre esponenti politici di rilievo del Partito Democratico per i quali ovviamente non si intende contestare le qualità professionali, quanto il monopolio politico delle presenze alla faccia del pluralismo, la cosa che però salta subito agli occhi è la strana coincidenza tra la giornata di mobilitazione delle associazioni studentesche contro la manovra finanziaria del Governo con l’evento pubblico dell’assessorato alla pubblica istruzione del Comune di Cesena sull’educazione e sulla pedagogia.

Coincidenze che, per i più maliziosi, ma noi non vogliamo certo esserlo, si fanno più marcate se guardiamo i programmi: il 17 novembre le associazioni studentesche e la Cgil hanno intenzione di protestare per tutta la giornata e, guarda caso, in piazza del Popolo alle ore 18.00 il Comune organizza l’evento “Il Pensiero divergente” nell’ambito della Settimana dell’educazione.

Una giornata che si preannuncia fitta di eventi legati tutti dal comune denominatore della divergenza di pensiero…
Non vogliamo dubitare della buona fede dell’amministrazione comunale, ma con questa commistione di eventi il pericolo è quello di legare una manifestazione che ha dietro di se una contestazione politica al Governo nazionale, con un appuntamento che dovrebbe invece essere politicamente neutro perché incentrato sull’educazione e sulla pedagogia, patrocinato da importanti istituzioni ed enti quali l’Università di Bologna, Unesco ed Unicef.

Con rammarico notiamo che da tempo a Cesena si sta diffondendo un brutto costume, quello di fare entrare prepotentemente la politica nelle scuole con manifestazioni e proteste che hanno come unico obiettivo quello di contestare l’operato del ministro Gelmini e del Governo, creando strumentalmente paure inesistenti e sviando invece l’attenzione da quelli che sono i veri problemi della scuola pubblica. Da più parti ormai viene sottolineata la necessità, dovuta non solo alla congiuntura economica, di razionalizzare la spesa pubblica e di rivederne i meccanismi: per molti anni i costi dell’istruzione sono stati fuori controllo, con spese a pioggia prive di una loro logica d’insieme. Ora finalmente questo trend sta cambiando: non si vuole spendere meno, ma si vuole spendere meglio e soprattutto riportare lo studente al centro di ogni politica educativa. Ecco perché, al di là della solita propaganda contro il Governo, è necessario ed urgente riformare il nostro sistema scolastico, anche incidendo sui meccanismi di spesa, se non ci si vuole assumere la responsabilità del tracollo della scuola e dei conti pubblici del nostro Paese.

Diego Franchini, Consigliere Comunale Lega Nord Cesena
Riccardo Cappelli, Consigliere Comunale PDL Cesena

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