riccardo_cappelli2Da molto tempo leggiamo sui giornali locali le esternazioni della maggioranza contro i tagli dei trasferimenti statali decisi dal Governo, che imporrebbero al Comune scelte dolorose quali l’aumento delle rette degli asili e la riduzione dei lavori pubblici, tanto per fare qualche esempio. Ma siamo certi che le difficoltà del nostro bilancio comunale derivino unicamente dalle minori risorse che provengono da Roma?

Analizzando i dati scopriamo che le entrate statali rappresentano in media circa il 25% di tutte le “fonti” economiche di Palazzo Albornoz. I trasferimenti statali sono sempre cresciuti fino al 2009 (intorno ai 30 milioni di euro) per poi diminuire nel 2010 e nel 2011, quando gli enti locali sono stati chiamati a concorrere in misura maggiore agli obiettivi di finanza pubblica imposti dall’Unione Europea.

Il Comune di Cesena ha molte altre “leve” oltre ai trasferimenti, ovvero le entrate tributarie (ICI, addizionale IRPEF, imposta pubblicità, ecc) ed extratributarie (tariffe, multe, concessioni e proventi dei servizi pubblici, ecc). Vi sono poi le entrate in conto capitale, destinate a coprire gli investimenti per le opere pubbliche, tra queste entrate troviamo in particolare gli oneri di urbanizzazione e le alienazioni patrimoniali.

Tra il 2010 e il 2011, mentre quasi tutto il dibattito politico relativo al bilancio locale era incentrato sui tagli del Governo, le entrate extratributarie e in conto capitale del Comune sono crollate drasticamente, ben più della riduzione di risorse statali. Nel 2010, infatti, il Comune di Cesena prevedeva di “incassare” circa 7 milioni di euro dalle alienazioni di terreni e fabbricati attraverso la controllata Valore Città: la somma effettivamente accertata è pari a circa 800mila euro. Anche la voce “oneri di urbanizzazione e monetizzazioni” segna un brusco calo: 5,5 milioni di euro ricavati rispetto agli 8,5 milioni inizialmente previsti a bilancio. L’enorme scostamento tra le previsioni di entrata e gli accertamenti effettivi ha concorso - insieme al patto di stabilità - a frenare gli investimenti in opere pubbliche.

Anche le entrate extratributarie, con cui il Comune finanzia la propria spesa corrente come i servizi ai cittadini ed il personale, nel 2010 hanno segnato un calo di circa 2 milioni di euro rispetto alle previsioni di bilancio. Tra queste entrate figurano in particolare le multe: nel 2009, con il sistema Tutor della Secante appena entrato in funzione, l’Amministrazione incassava oltre 4,5 milioni di euro; nel 2011 la cifra dovrebbe essere inferiore di circa 1 milione di euro, visto che oramai tutti i cesenati conoscono (ed evitano) di incorrere nel sistema Tutor. Se le infrazioni al Codice della Strada sono meno numerose è certo un dato positivo per la sicurezza stradale, probabilmente lo è meno per i tecnici comunali che facevano affidamento sulle multe e sul Tutor per chiudere il bilancio..

Pur non volendo imputare direttamente all’attuale maggioranza il calo di queste entrate, che derivano perlopiù da fattori esterni quali il rallentamento dell’attività edilizia, come gruppo del Pdl riteniamo che la discussione sul bilancio 2012 debba essere impostata su basi più serie ed obiettive rispetto al “piove-governo-ladro” a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane. Come mostrano i dati, a differenza di ciò che si vuol far credere il problema non riguarda solo i trasferimenti statali ma investe anche le entrate tipicamente comunali. Soprattutto per le alienazioni di immobili e per le entrate da oneri di urbanizzazione, se anche nei prossimi mesi dovesse confermarsi la stagnazione del settore immobiliare, risulterebbe difficile finanziarie e realizzare le opere pubbliche attualmente previste nel piano investimenti.

Riccardo Cappelli

Consigliere comunale Pdl

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