marcocasali-84x90Pare strano, ma i due provvedimenti che questa amministrazione si appresta a portare in Consiglio Comunale, si coniugano quasi perfettamente in un futuro, forse nefasto, per il nostro Centro Storico. Nei prossimi giorni approderanno in consiglio due delibere: la prima relativa al futuro di Piazza della Libertà e la seconda, in subordine e con funzione deterrente, relativa alle così dette “vetrine spente”.

Veniamo per ordine alla disamina e ai relativi commenti, tutti politici, che
a mio parere necessitano queste due importanti scelte.
Su Piazza della Libertà le linee di indirizzo sono forse una cantonata senza
ritorno; spiace in primo luogo constatare che dopo quasi 10 anni di
discussione del futuro di Piazza della Libertà, si parli ancora di linee di
indirizzo (così cita testualmente la proposta di delibera); 10 anni per
ricominciare tutto d’accapo con un nuovo progetto e nuovi costi; era il 2002
quando l’amministrazione di allora propose una delibera per costruire un
parcheggio sotterraneo nell’attuale piazza; sopra, in posizione epigea, la
solita kermesse, propedeutica alla fantomatica coesione sociale; in parole
povere, la delibera di allora, univa l’utile al dilettevole: parcheggio
interrato e sopra una piazza viva; sembrava la soluzione più idonea ma
questa amministrazione stravolge ora il quadro e ci riporta a visioni degne
del miglior integralismo sopprimendo il parcheggio interrato.
Si legge, nella proposta di delibera, che il percorso partecipato ha portato
a queste scelte, che questa amministrazione professa la diminuzione della
mobilità privata, che vuole favorire l’aumento degli utenti delle
biciclette, che auspica ad un maggiore utilizzo del trasporto pubblico e
anche, udite udite, su rotaia; quest’ultimo ragguaglio (trasporto su
rotaia) mi perplime, non poco, pensando agli abitanti di Case Missiroli o
perché no di Bulgarnò, per il quali il trasporto su ferrata rimane una
chimera; siamo forse ai tempi del Far West? Insomma, una bella arrampicata
sugli specchi per non voler fare quello che in tutte le città moderne esiste
ed è stato fatto e cioè un parcheggio in centro storico; c’è a Bologna, a
200 metri da Piazza Maggiore, c’è nell’invidiabile Bolzano, addirittura
nella piazza centrale (quasi omologa per localizzazione alla nostra Piazza
del Popolo) e così in tantissime città o cittadine indipendentemente dal
colore della politica; e invece NO, a Cesena si deve fare diverso; si deve
aspirare all’eldorado pensando ad una mobilità fatta solo di pedoni,
trasporto pubblico (e anche rotaia) tralasciando le necessità e le esigenze
della quotidianità. Mi preme sottolinearlo, non sono contrario alla
pedonalizzazione del nostro centro storico (ci mancherebbe altro) ma se per
raggiungere questo obiettivo dobbiamo spegnere il nostro cuore pulsante,
beh, allora, è necessario riflettere bene su quale sia il male minore. Non
possiamo, come si dice, fare le nozze con il fichi secchi; non possiamo, in
altre parole, chiuderci gli occhi e non ammettere che se si chiude il
centro, poi le genti sono meno portate, non solo a venirci, ma anche a
viverlo.
E’ chiaro che la linea intrapresa dall’amministrazione necessiti, da parte
della stessa, di un qualche rimedio che io assimilo al palliativo; non a
caso, con perfetta sincronia, l’amministrazione pone in delibera anche il
progetto di sviluppo del centro storico con la delibera “vetrine spente”; in
primo luogo bisognerebbe interrogarsi sul perché “ste” vetrine si siano
spente; forse lo strapotere della grande distribuzione organizzata è arriva
a spegnere anche la luce in casa altrui? Mah, la domanda è lecita ma forse
la risposta necessiterebbe di un discorso più ampio; tralasciamo quindi, per
non scadere nella solita lamentela e nella solita contrapposizione politica
fra sistema organizzato e libera impresa e concentriamoci su sta luce che
non si accende (nelle vetrine); la delibera, che porta il termine sempre
soffuso di “linee d’azione”, prevede un ampio sostegno economico a coloro
che affittano i negozi a nuove imprese; gesto ovviamente encomiabile da
parte della nostra amministrazione (si parla di abbattimenti dell’ICI del
90%), ma solo per un anno; e poi… La cura dovrebbe assimilarsi invece a
quella che si fa al cavallo e cioè uno sconto dell’Ici ma spalmato su più
anni. Invece si legge che l’incentivo sarebbe solo per il 2012, lasciando
poi inalterate le imposte per gli anni futuri.
Pittoresca poi l’altra manovra sulle vetrine spente che comunque, nonostante
gli incentivi, non troverebbero un imprenditore disposto ad accenderle; per
queste si fa affidamento alla creatività; la delibera infatti prevede un
utilizzo da parte di giovani artisti e creativi cesenati (così si legge
testualmente) che potrebbero prendere in comodato le vetrine per esporre le
proprie opere; siamo all’ozio creativo, direbbe il Prof. De Masi autore di
un incommensurabile libro che ho ripetutamente letto tant’è bello.
Ozio creativo dicevo, che si traduce in un centro finto, fatto di apparenze,
con poca vita (soprattutto economica) ma con tanto tempo per passeggiare,
tutt’insieme, nel “non luogo”.

Marco Casali
Consigliere PDL Quartiere Centro Urbano

Condividi:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google
  • Print this article!
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Wikio IT