Marcatelli (Pdl): ennesimo depotenziamento per l’Ospedale Bufalini a vantaggio di Forlì
È stato nominato il nuovo direttore della cardiologia dell’Ospedale Bufalini. Ci complimentiamo innanzitutto con il nuovo primario per il brillante risultato ottenuto e per il ragguardevole curriculum professionale; non facciamo questione di persone, ma riteniamo che questa scelta tecnica sia in realtà una scelta di politica sanitaria mascherata che non fa gli interessi dei cittadini, e che va verso la fusione delle aziende di Cesena e Forlì.
Perché? Perché quello di cui hanno bisogno i cittadini di Cesena non è solo
un rinnovato ambulatorio di Cardiologia, ma una cardiologia del futuro, e il
futuro è nell’angioplastica e nell’emodinamica.
Il direttore nominato non ha queste competenze, ne ha altre che sono pure
importanti, ma non è questo quello di cui il nostro territorio ha bisogno.
Una scelta politica, accettabile alcuni anni fa ma oggi assurda, ha deciso
che l’angioplastica coronarica fosse presente solo a Forlì e a Rimini, e
così i nostri pazienti infartuati devono correre in ambulanza di qua o di là
per sopravvivere o limitare i danni causati al loro cuore dagli infarti, che
sono sempre più frequenti.
E questo nonostante a Cesena ci siano le competenze professionali e le
attrezzature per completare in pochi anni una struttura efficace ed
efficiente, che con questa scelta non sarà mai più realizzata.
Che senso ha dire di essere contro la fusione e poi nei fatti renderla
inevitabile? Nel silenzio più totale, chi governa la città, che crede forse
che la Cardiologia sia fatta da elettrocardiogrammi e poco più (e che fra
l’altro, appena insediato, ha promesso di risolvere il problema delle liste
d’attesa per gli esami specialistici, e del Pronto Soccorso, con i risultati
che tutti vediamo), continua a procedere un passo dopo l’altro verso la
sudditanza professionale e tecnologica nei confronti di Forlì. Ma questa
scelta non è un evento marginale come la chiusura di Malattie Infettive,
questo è un passo decisivo, come lo è stato negli anni scorsi la creazione
di cinque chirurgie a Forlì, mentre a Cesena oggi, con un recente
pensionamento, è scomparsa una delle due chirurgie ed è diminuito il numero
dei chirurghi.
Il sindaco, il responsabile ultimo della salute dei suoi cittadini, o parla
al vento, dice una cosa e ne fa un’altra, o peggio ancora si lascia
trascinare dagli eventi.
I cittadini si devono rendere conto oggi di quanto accade, oggi, perché
domani sarà troppo tardi.
Tommaso Marcatelli
Responsabile sanità e welfare Pdl Cesena







